L'ORGANO RITROVATO

I motivi di una scelta progettistica

A cura del M° Luigi Locatelli, progettista del nuovo organo di S. Giorgio Martire a Ferrara, ed organista della Basilica.

 

Nessuna religione può fare a meno della sua musica e dei suoi strumenti musicali. “L'organo è una geniale invenzione del Cristianesimo”, come afferma Chateubriand. I monaci dei “secoli bui” trasformarono l'organo pagano nello strumento ideale per il culto. Esso ebbe una evoluzione nei secoli alla ricerca del “suono religioso”. Gli italiani durante il rinascimento inventarono il principale di stagno, da cui ha origine il “suono religioso” italiano. I tedeschi concepirono il loro “suono religioso” basandolo su un'acustica misteriosa, vellutata, profonda, dando sviluppo alla famiglia dei flauti e dei bordoni, nonché di particolari registri ad ancia.

 

Dalla fine dell'ottocento fino ai giorni nostri l'organo prese una strada diversa. Divenne sinfonico, imitando l'orchestra e conquisto nuovi spazi profani, come le sale da intrattenimento e i music concert hall, fino ad avere una presenza nei grandi casino. Strumenti che destavano ammirazione per la loro tecnologia. Tuttavia non sono questi gli organi che, a mio parere, commuovono. E’ mia convinzione che per ottenere queste ineffabili sensazioni bisogna rifarsi ai migliori esempi degli organi religiosi, per i quali i più insigni ed ispirati maestri organari avevano concepito le loro più alte creazioni, e tra questi sicuramente il grande Arp Schnitger. Egli è importante sia per la sua intrinseca originalità, sia perchè, come Bach in campo organistico, assomma in sé tutta l'arte organaria precedente e ne fa un classico atemporale.

 

 

schnitger fa proprio il retaggio organario italiano del principale di stagno dal suono maestoso e armonioso, rifiutando la tradizione gotica tedesca del principale di piombo dal suono scuro.

 

Nell'organo da me progettato è presente appunto il grande principale di 16, quasi tutto in facciata, che risuona anche al pedale, come Vuole la tradizione italiana. Con tale registro si può quindi eseguire propriamente sia la letteratura italiana che tedesca. Schnitger opera una sintesi dei migliori registri rutto dello sperimentalismo svoltosi in Germania a partire dalla seconda meta del XVI sec.

 

In Italia la canna deve raggiungere la sua perfezione: quindi tutte canne aperte e cilindriche (il suono perfetto). Gli antichi maestri transalpini concepirono un'idea rivoluzionaria: far risuonare le canne “nate male” per ottenere risultati fonici completamente originali. Da qui nacquero le canne tappate di diametro largo e perfino stretto, a cuspide, la serie quasi infinita delle ance di ogni tipologia, con particolare predilezione per i regali.

 

Nell'incerto panorama italiano attuale, aperto a varie soluzioni progettistiche, ho ritenuto importante la ricerca di nuovo del “suono religioso”. Mi sono rifatto in particolare ai registri di Schnitger, ma non ho voluto fare una copia storica, bensi ho tenuto conto delle esigenze di prassi esecutiva e delle caratteristiche dell'ambiente. Ho lungamente meditato i progetti degli organi tedeschi dalla fine del XVI sec. fino circa alla meta del XVIII sec.

 

Ne emergono alcune costanti. L'organo di “città” e di regola a tre manuali, due non bastano ed è del tutto evidente dallo studio della letteratura dello “stylus phantasticus” e di Bach. Vi è poi gran copia e varietà di registri ad ancia su tutte le tastiere, fino ad arrivare a quattro regali in un piccolo Brustwerk. Sempre presente la Quintadena in A tutte le posizioni, e naturalmente i bordoni. Flauti di tutte le fogge: cilindrici, a cuspide, a camino, che si corrispondono tra le tastiere. 

 

Veniamo all'organo di S.Giorgio. Le tre tastiere sono complete ed indipendenti, con tutte le categorie di registri. Ciascuna ha il proprio “plenum”. All’ Hauptwerk è presente una robusta ma armoniosa Mixtur. All'Oberpositiv uno Scharff luminosissimo. All'Oberwerk un ripieno di tipo italiano ispirato ad un esempio classico del seicento. Esso aggiunge motivo di sorpresa e varietà sia usato da solo che unito agli altri plena. Mia notevole scoperta all'Oberwerk uno straordinario registro che compare solo a Norden. L'Hohlfloit 8 di legno a cuspide è una straordinaria invenzione dei primi del seicento, antecedente a Schnitger, di cui si e probabilmente fatta la prima riproposta da quell'epoca: possiede una profondità e una dolcezza unita a una incredibile pervasività.

 

Ho progettato uno Spitzfloit 4 che in Germania e il flauto più comune. L'acuto Siffloit è assai presente negli organi del seicento. Particolarità dello Schnitger è il Gemshom 82, non a cuspide ma cilindrico di diametro largo, di notevole forza e singolare brillantezza.

 

Abbiamo sempre sull'Oberwerk la Bahrpfeife 8, copiata da Amburgo, registro attualmente a torto inconsueto. E' un regale non ridottissimo che tiene abbastanza l'accordatura.  Non avendo l'asprezza di un regale classico, ma un suono molto caratteristico non confondibile con altri, ha una grande versatilità. L' ancia di 4, cosi presente negli organi del XVII sec., è uno Schalmei, si presta a quasi tutte le sintesi sonore e si può far risuonare unita al pedale.

 

All'Oberpositiv ho collocato insieme al delicato Gedackt 8 l'indispensabile Quintaden 8... Compare poi un Blockfloit 48 che possiede quel suono garrulo tanto amato da Bach. A completamento della piramide femminile un tradizionale Waldfloit 2. Due le ance sempre su questa tastiera: un Krummhom 8 dalla sonorità magra e agretta, e una sonora e rotonda Dulzian 16. Le ance di 16 al manuale erano giudicate importanti anche per ottenere la “gravità” necessaria per opporsi all'Hauptwerk. Notevole è l'effetto cantabile di questa ancia usata nella tessitura da 8.

 

All'Hauptwerk la tromba 8 si rifà al modello insuperato dello Schnitger, che la rende adatta a passaggi solistici e aggiunge peso e luce alla Mixtur. La Vox Humana 8, registro-mito dell'organaria tedesca, frutto di infinite ricerche, è qui presente nell'armoniosa A versione dello Schnitger, e efficace al soprano per effetti particolarmente patetici, ma è altresì bella e sfruttabile nella tessitura grave. Da segnalare la possibilità, assai rara in organi presenti in Italia, di poter dialogare con diversi regali presenti su differenti tastiere.

 

Sempre all'Hauptwerk abbiamo un Rohrfloit 8 di costruzione pesante, è in grado di riempire la chiesa con un volume sonoro profondissimo, cupo, impressionante. Il Nassat 3 cilindrico, modello più antico rispetto al più comune a cuspide, completa la dotazione di flauti dell'organo.

 

Alla pedaliera, come detto prima, risuona il grande principale 16 derivante dalla tastiera, secondo l'uso italiano. Ovviamente trovano posto gli irrinunciabili Subbass 16 e Gedackt 8, la cui robusta sonorità è una delle caratteristiche salienti dell'organo transalpino. La bella Posaune 16 metallica con alto contenuto di stagno, da un suono con attacco preciso ed armonioso. Non potendo inserire registri di 32 piedi per ragioni di spazio, per raggiungere Pagognata “gravitas” mi sono rifatto alla tradizione olandese, inserendo il Rohrfloit 12 che dà acusticamente effetto 32, e la Quinta 6 molto presente negli organi dell'epoca di Bach sia in Turingia che a Lipsia, rende un inusuale effetto coloristico.

 

L'unica aggiunta sconosciuta all'organo tradizionale tedesco, che in alternativa usava la Sexquilatera (presente all'Oberpositiv) è il Cometto a cinque file francese di piombo sopraelevato all'Oberwerk. Va detto perchè che questo registro è spesso presente in terra tedesca nel settecento, Pesempio pifi conosciuto è quello di Silbermann, che segue fedelmente i modelli francesi. Tale arricchimento è in grado di ampliare notevolmente il repertorio alle musiche francesi dell’epoca del Re Sole e a quelle dei musicisti tedeschi che operarono in corti francofile (es. Bohm).

 

Facendo considerazioni di livello generale, posso affermare che le straordinarie caratteristiche dell'organo di S.Giorgio sono state possibili per l'intonazione alla tedesca, con canne ricche di stagno, di elevato spessore. Fondamentale è stata la possibilità di avere accesso alla ricerca dell'Univeristà di Goteborg, che ha fatto uno studio sistematico di tutto il patrimonio organario di Schnitger esistente.

 

Ci ha altresì suffragato della sua consulenza l'organaro Ahrend, restauratore dei più prestigiosi organi storici tedeschi.

 

La progettazione e successiva realizzazione dell'organo della Basilica Parrocchiale di S.Giorgio è stata da me seguita in ogni sua fase. L'opera di quello straordinario artista che è Claudio Pinchi ha potuto cosi estrinsecarsi in quell'ottica collaborativa che non può che giovare in strumenti cosi innovativi.

 

E' mia convinzione che quest'organo apra nuove idee e prospettive all'arte organaria italiana attuale.

 

M“ Luigi Locatelli

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Lo scopo di questo sito è informare quanta più gente possibile sul grande progetto di restauro dell’ organo della Chiesa di San Giorgio di Ferrara, Emilia Romagna, Italia.

La città di Ferrara vantava durante il periodo degli Estensi una delle più grandi scuole musicali ed ha dato i natali a Girolamo Frescobaldi...




 

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